giovedì 3 febbraio 2011

Debito di Torino: PDL versus PD

Torino è la città più indebitata di Italia, il prossimo Primo Cittadino dovrà far fronte ad un indebitamento di 5 miliardi di euro. Fassino afferma che si tratta di un "debito da investimenti e non da spesa corrente" mettendo a confronto città come Palermo, Catania o Roma che non hanno utilizzato il capitale per realizzare infrastrutture come la metropolitana, il passante ferroviario o i giochi olimpici.

Lo studio è stato effettuato dalla CGIA di Mestre che ci tiene a precisare che "con questa analisi non si vuole dare nessun giudizio di merito sull'operato dei sindaci. Nel caso di Torino, ad esempio, sarebbe veramente ingiusto criticare Sergio Chiamparino visto che buona parte del debito che grava sull'amministrazione comunale è riconducibile al costo delle grandi opere che si sono rese necessarie per realizzare le Olimpiadi invernali tenutesi in città nel 2006".

Il capogruppo FI-PDL a Palazzo Civico, Daniele Cantore commenta: ''Piero Fassino ha guardato i conti del Comune di Torino e dice di essere tranquillo e fiducioso sul futuro. Peccato solo che un indebitamento di 5 miliardi di euro ci sia e rappresenti a tutti gli effetti un ostacolo enorme per la crescita della città. Fassino sostiene che bisognerebbe guardare dentro al debito, un debito legato ai grandi investimenti che hanno cambiato la città ma Fassino non ricorda volutamente come questa enorme esposizione sia frutto anche di sprechi e scelte strategiche sbagliate, fortemente volute proprio da una coalizione che da quasi vent'anni amministra a senso unico la città. Torino avrebbe invece bisogno di una netta inversione di tendenza, di dare avvio ad un'azione di risanamento serio in grado di contenere i conti pubblici. Senza un simile provvedimento difficilmente si potrà' ridare benzina ad un 'motore-città' oggi ingolfato''.

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