Venerdì 11 Febbraio presso il Serming Gariglio si è confrontato con Fassino su alcuni temi che riguardano Torino. Sebbene i toni siano rimasti moderati, le posizioni dei due esponenti del PD continuano a restare in parte divergenti, in particolare sul modo con cui far fronte al disavanzo pubblico di Torino.
Gariglio afferma che “l’indebitamento del Comune più che ridotto va gestito” e che "noi non possiamo pensare che in cinque anni di gestione si possa abbattere l’indebitamento”.
Fassino non è d'accordo in quanto è necessario andare all'origine della questione: “non c’è politica comunale che da sola sia in grado di garantire ai comuni le risorse necessarie. Se continua anno dopo anno la politica dei tagli messa in piedi dal governo e che ha compresso la finanza pubblica, si rischia la paralisi degli enti locali”.
Gariglio inoltre attacca il governo centrale sulla questione Fiat: “non ha uno straccio di politica industriale“. Mentre l’ex Ministro ritiene una necessità l'accordo con Chrysler da cui deve scaturire l'integrazione dei processi produttivi.
Infine anche riguardo alla trasformazione urbanistica della città, le idee dei due candidati sono discordanti: per Fassino “lo sviluppo della parte Nord di Torino, e, più in generale, uno sviluppo oculato e intelligente” appare la soluzione ideale per riqualificare “anche sotto il profilo sociale aree della città poco prese in considerazione dalle precedenti gestioni”, per Gariglio le continue varianti al Piano regolatore rappresenterebbero un pericoloso campanello d’allarme. L’edilizia residenziale e soprattutto il proliferare di numerosi centri commerciali devono segnare un punto di discontinuità rispetto al programma dell’ex presidente del consiglio regionale, intenzionato piuttosto ad impegnarsi perché vengano nuovamente assegnati quegli appartamenti attualmente inabitati.
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