Gianguido Passoni, candidato alle Primarie del Centrosinistra, ha raccontato in un'intervista i suoi punti programmatici per una Torino del futuro.
Partendo dalle motivazioni che l'hanno spinto a candidarsi, l'Assessore al Bilancio afferma che la sua è una "candidatura indipendente, ma di Sinistra, che si spera colga nel segno" dettata dalla "necessità di dare a questa città un bilancio non solo economico, ma anche delle cose fatte. Questi anni di governo hanno cambiato la città e hanno migliorato molte cose, ma tante altre restano ancora da fare".
Riguardo al disavanzo pubblico che posiziona Torino tra le città più indebitate d'Italia, precisa che molte responsabilità sono imputabili alla prima giunta Chiamparino e, quindi, al suo predecessore: "quella giunta ha spinto l'acceleratore sugli investimenti, ma ha anche contratto molti debiti che oggi sono ancora presenti nelle casse comunali. La seconda giunta invece ha avviato una politica di rientro, di controllo e regimentazione e io mi sono fatto carico di questo. Una città delle dimensioni di Torino investe ogni anno circa 200 milioni per manutenzione, edilizia popolare e altro. Non esiste grande città al mondo che non si serva dei prestiti e di conseguenza degli indebitamenti per fare investimenti, è la regola. Torino non è la prima città più indebitata d'Italia, ma la terza, dopo Roma e Milano".
Anche il tema inquinamento, secondo il parere di Passoni, è un problema comune a tutte le grandi città e "Torino in questo momento ha la maglia nera. Sicuramente il tema della mobilità sostenibile è un tema importante. Solo un mix di ulteriori limitazioni al traffico cittadino, con più aree pedonali e divieti per le motorizzazioni non ecologiche, e una cultura della mobilità che privilegi il trasporto pubblico possono aiutare a cancellare questo record negativo".
E in riferimento alla questione della città metropolitana Passoni sostiene che occorre "rafforzare il decentramento delle funzioni amministrative. Questo perché le circoscrizioni sono parte e devono essere parte di una città metropolitana che veda nella cintura di Torino una nuova relazione tra servizi, trasporti, viabilità e interventi ambientali. La partecipazione dunque è la chiave di volta e partecipazione e trasparenza sono due facce di una stessa medaglia. Se facciamo in modo che la gente partecipi di conseguenza aumenta la trasparenza e diminuisce la disaffezione nei confronti della pubblica amministrazione".
A proposito dei giovani Passoni afferma che devono "sempre più formati, acculturati e capaci, che devono venire a Torino non solo a studiare, ma anche potersi fermare a Torino, mettere su famiglia e trovare un'occupazione. Torino è sopra la media nazionale di disoccupazione giovanile di tre punti, bisogna domandarsi perché ed essere consapevoli che per dare un futuro ai giovani bisogna creare prospettive occupazionali e di crescita professionale".
L'Assessore al bilancio conclude immaginando la Torino del futuro "con un'attività produttiva che risostenga i servizi che si sono sviluppati, con una capacità di coinvolgimento della collettività diversa, con una ricchezza che non è più polarizzata su istituti bancari e fondazioni, ma investita effettivamente. Un grande messaggio di equità sociale e fiscale che credo sia la sfida delle grandi crisi dell'Occidente di oggi. Una città in grado di conciliare globale e locale ed essere una capacità perno dello sviluppo. Ed infine un grande coinvolgimento ed utilizzo delle risorse locali che in città sono ricche ed abbondanti. Insomma, coinvolgimento, ottimismo e sogno sono le parole chiave".
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